GESUALD0 – ca 1560-1613

Alla prima dell’ opera Monumenta pro Gesualdo di Igor Strawinsky si gridò allo scandalo, quando si apprese che il compositore aveva ripreso la musica del madrigalista Don Carlo Gesualdo del 600 e facendo un arrangiamento per orchestra.
Strawinsky lo fece per rendere onore a un artista che si muoveva ai margini tra amore follia e morte.
La musica di Gesualdo è stato il motivo per cui ho iniziato a scrivere quest’opera. La sua biografia e quasi incredibile, ma è la sua musica a narrarmi più cose di lui. Alcuni passaggi del dramma sono autentici.

Thomas Strittmatter  Agosto ‘86

 



 



THOMAS STRITTMATTER
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  GESUALDO
 

 
GESUALDO –  ca 1560-1613

Alla prima dell’opera Monumenta pro Gesualdo di Igor Strawinsky si gridò allo scandalo, quando si apprese che il compositore aveva ripreso la musica del madrigalista Don Carlo Gesualdo del ´600 facendone un arrangiamento per orchestra.
Strawinsky lo fece per rendere onore a un artista che si muoveva ai margini tra amore follia e morte.

La musica di Gesualdo è stato il motivo per cui ho iniziato a scrivere quest’opera. La sua biografia e quasi incredibile, ma è la sua musica a svelarmi più aspetti della sua anima. Alcuni passaggi del dramma sono autentici.

Thomas Strittmatter

Agosto ‘86


 

Donna Maria (parlando di Nenna)

…ubriaco e puzzolente come una botte e si potrebbe pensare altrettanto vuoto. Ma ciò che lo eleva da tutti gli altri è come suona la sua musica, e allora il calore mi sale su dai piedi e i brividi mi scendono lungo la schiena e poi al contrario e allora debbo ridere e poi il contrario…

Nenna (tra sé)

Se solo potessi la farei miagolare di piacere. Il mio liuto è di una foggia assai particolare, si sa…

Donna Maria

Mio caro Nenna, mi dica, dov’è mio marito

Nenna

O mia Principessa, sono convinto, egli si stia esercitando con la musica. Non lo si dovrebbe disturbare. E là fuori e si esercita al cospetto del suo gregge. Gli ho dato molto da imparare e da provare per la lezione odierna. Come lei sa bene, sono un insegnante molto esigente.

 

Maria

 

Ma perché suona solo per il suo gregge e mai per me?

 

Nenna

 

Il signore ritiene di non esserne ancora all’altezza.

 

Maria

 

All’altezza? Io spesso sono triste e penso che egli ami la musica più che la propria sposa.

 

Nenna

 

Gli fate torto, Principessa, chi vuol diventare musicista è giusto che lo voglia con corpo e anima, altrimenti sarebbe davvero vuoto e io non gli darei più lezioni.

 

Maria

 

Certo, sono felice che si dedichi con tanta assiduità alla sua arte, mi rende fiera di lui. Ma sempre più spesso passa il tempo con il gregge e mi lascia sola e la gente mormora…

 

Nenna

 

Sono solo chiacchiere e malelingue. Non dia loro retta. Solo perché non odono ancora frignare un piccolo moccioso rossiccio e pelato come erede al trono si lasciano trascinare da fantasie. Carlo sarà qui a breve, non si rattristi. Più tardi darò un piccolo concerto che la consolerà.

 

Scena della nascita dell’agnello a cinque teste, quattro zampe e quattro lingue

 

Gesualdo

 

Lo so da tempo che è pericoloso giacere con la mia sposa. Ella è giovane e bella e desiderabile non poco. Mi trattengo ma non è facile e lei smania come una vacca in calore.

E a Napoli il re non attende che una mossa sbagliata e siede sui nostri denari. Non aspetta altro che un pretesto per venirsi a prendere tutto, tutto. La cosa migliore sarebbe un bambino sano, robusto, con voce profonda e di bella statura. Un ragazzo in gamba, forte, un vero uomo. Ecco cosa sarebbe bene. Ma per l’amor di Dio, non uno con cinque teste.

Dopo la morte di mio fratello fui costretto a regnare, io, che già da fanciullo amavo con tutto me stesso la musica, le arti, e ho dovuto prendere moglie e presi questa fanciulla che per me è una sorella o non so bene cosa e che nello stesso tempo eccita il mio spirito, perché è bella, come un dipinto, come una canzone.

 

Nenna

 

Con umiltà e pentimento confesso la mia colpa, la mia infinita colpa. E dico il vero, in fondo sono un uomo pieno d’amore. Da una parte. Solo che quest’ amore non sa uscir fuori. Cioè lo sa: in forma di suoni. Per dirla tutta, solo la musica mi tocca l’anima. Suono il liuto, che mi è padre e amico. Se passo la notte con una donna, cosa che non disdegno affatto, lo faccio solo con il corpo, che ribolle mentre il mio cuore non si scalda. In fin dei conti non credo a nulla. Nemmeno in Dio. Sul mio letto attaccato al chiodo con c’è il crocifisso, ma solo il mio liuto. Giaccio con le donne, mi ubriaco come un animale e neppure il vino riesce a scaldare il mio cuore. Non offendo Dio e come potrei farlo, io, che non credo in lui. Sono peccati questi? E se già pago con tanta pena, chiedo per questo l’assoluzione dai miei peccati.

 

Padre Calzone

 

I tuoi peccati sono orribili, ma io ne campo.

Ego te absolvo.

Come penitenza ricevi tre frustate da dieci soldi e tre prese di cenere benedetta sui tuoi lividi, ciascuna cinque soldi.

Avanti il prossimo.

 

Baldino (suona il corno)

Don Carlo, terzo principe di Venosa, ottavo Conte di Consa, quindicesimo Signore di Gesualdo, marchese di Laino, Rotondo e Santo Stefano, duca di Caggiano, Signore di Frigento, Aquapultida, Paterno, San Manco, Boneto, Luceria, San Lupolo…

 

Gesualdo

 

Baldino, qui puzza di zolfo. Quale demonio vi ha fatto visita? La mia preziosa parentela, messi del re, pittori francesi, poeti tedeschi, continuo ad indovinare?

 

Maria

 

Carlo, ti ho cercato tanto.

Neppure questa notte sono riuscita a dormire.

 

Gesualdo

 

Ero con il gregge.

La pecora più bella questa notte ha partorito e i contadini dicono che l´agnello sia stato generato dal diavolo in persona. E se il diavolo è tra le mie pecore, allora egli potrebbe essere nascosto anche qui tra noi. Quel povero agnellino ha cinque bocche innocenti, nasi dieci, dieci innocenti orecchie, occhi dieci.  E quattro povere lingue, poiché una testolina non ha lingua.

Non è strano? Non è un portento, che venga o no dal diavolo?

Cosa ne dice il clero?

 

Padre Calzone

 

Se penso a questa creatura mi viene l’impulso di spruzzarla con l’acqua santa. Cinque teste. Il cinque è un numero che non mi garba. Fossero state tre, chissà, ma cinque! La mia opinione, se la volete sapere, è che questa creatura è stata generata dal diavolo in persona. Al posto suo, Principe, lo lascerei abbattere e bruciare e io potrei esorcizzarne le ceneri con le mie preghiere e seppellirle in una terra benedetta. E non avremmo più nulla da temere.

 

Gesualdo

 

Il diavolo, quindi. La madre è la bestia più bella del mio gregge. Dovremmo dargli un nome?

 

Maria

 

E perché no?

 

Gesualdo

 

Bene vi ringrazio per le vostre opinioni. Beviamo un cordiale e confessiamoci. Mia cara ti sei già confessata? Ti lascio la precedenza, tanto le tue colpe sono di poco conto. Io invece sto diventando sgradevole per tutte le mie colpe. A volte magro e a volte corpulento, ma mai come vorrei io. Cosa pensi di me, Maria?

 

Maria

 

Ti amo che tu sia magro o grasso.

 

Gesualdo

 

La tua figura è senza pari. Al tempo fragile e così femminile. Gambe sottili e fianchi arrotondati, il tuo viso inconfondibile, la tua testolina ben fatta, il tuo collo fiero e bello. E il tuo profumo e come ti abbeliscono i tuoi gioielli. Desideri che io vegga da vicino? Il profumo è di violette e i gioielli d’oro, abbiamo avuto visite? Chi te li ha donati?

 

Gesualdo e Nenna

 

Gesualdo

 

Maestro. sono addolorato dalle tue parole

 

Nenna

 

E cosa diavolo avrei mai detto…

 

Gesualdo

 

Metti in dubbio il mio impegno nel musicare. Hai osato insinuare che dedichi più tempo alle sottane che alla musica…e tu non fai altro che parlare e pensare alle donne, ad ubriacarti e a ingozzarti di cibo

 

Nenna

 

Dio mio, ho detto questo?

Ora comprendo cosa ti amareggia così tanto.

Arte e vita, mio amico,

fanno parte l’un dell’altro, come l’uomo e la donna,

ma d’altra parte è bene che restino severamente separati.

E’  un fenomeno che non so spiegarti bene, bisogna percepirlo, e allora, forse, si riesce a comprenderlo meglio.

Ma adesso perdonami e suonami immediatamente l’étude su cui ti stai esercitando.

 

Gesualdo


Si, è davvero meglio che suoni, perché più parlo e più ascolto le tue parole,

più mi sento incompiuto, impotente, uno che non sa far di meglio che buttar via denaro per l’arte senza capirne nulla.

 

Gesualdo suona

 

Nenna

 

Mmmm

 

Gesualdo

 

Non sai dire qualcosa di più?

 

Nenna

 

Molto bene. La musica inizia come ad un’andatura moderata di un veloce segugio. Adagio, ma tu sai che è più veloce di qualsiasi altro animale.

Ma poi questo svolazzo, e poi questo accordo, bene, per me potrebbe piacere a Caccini

 

 

Gesualdo

 

Caccini? E chi è costui?

Non l’ ho mai sentito questo nome.

 

Nenna

 

Non conosci Caccini? Che alla corte del re suona e compone e la cui moglie ha la voce

Più meravigliosa che io abbia mai udito? Colui che sta innovando l’arte del comporre musica fino al midollo?

 

Gesualdo

 

Non mi avevi mai parlato di lui. E così quello che ho appena suonato potrebbe piacere a quest’uomo?

 

Nenna

 

Ne sono quasi convinto

 

Gesualdo

 

Tu mi stai lusingando mio caro, per farti perdonare…

 

Nenna

 

Non è così, lo penso davvero, e adesso, te ne prego,

fammi sentire l’esercizio

 

Gesualdo

 

Non vedo l’ora. Ascolta bene, perché alcuni passaggi della

Mia interpretazione potrebbero sembrarti un po’ azzardati

 

segue...