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DOCUMENTARIO TEATRALE |
IL DOCUMENTARIO
Il poeta lirico nell’ispirazione, il
filosofo nella sublimità della speculazione, l’uomo d’immaginativa e di
sentimento nel tempo del suo entusiasmo, l’uomo qualunque nel punto di
una forte passione, nell’entusiasmo del pianto; ardisco anche
soggiungere, mezzanamente riscaldato dal vino, vede e guarda le cose
come da un luogo alto e superiore a quello in che la mente degli uomini
suole ordinariamente consistere.
Quindi è che scoprendo in un sol tratto molte più cose ch’egli non è
usato di scorgere a un tempo, e d’un sol colpo d’occhio discernendo e
mirando una moltitudine di oggetti, ben da lui veduti più volte
ciascuno, ma non mai tutti insieme (se non in altre simili congiunture),
egli è in grado di scorger con essi i loro rapporti scambievoli, e per
la novità di quella moltitudine [3270]di oggetti tutti insieme
rappresentantisegli, egli è attirato e a considerare, benchè
rapidamente, i detti oggetti meglio che per l’innanzi non avea fatto, e
ch’egli non suole; e a voler guardare e notare i detti rapporti. Ond’è
ch’egli ed abbia in quel momento una straordinaria facoltà di
generalizzare (straordinaria almeno relativamente a lui ed all’ordinario
del suo animo), e ch’egli l’adoperi; e adoperandola scuopra di quelle
verità generali e perciò veramente grandi e importanti, che indarno fuor
di quel punto e di quella ispirazione e quasi manÛa e furore o
filosofico o passionato o poetico o altro, indarno, dico, con
lunghissime e pazientissime ed esattissime ricerche, esperienze,
confronti, studi, ragionamenti, meditazioni, esercizi della mente,
dell’ingegno, della facoltà di pensare di riflettere di osservare di
ragionare, indarno, ripeto, non solo quel tal uomo o poeta o filosofo,
ma qualunqu’altro o poeta o ingegno qualunque o filosofo acutissimo e
penetrantissimo, anzi pur molti filosofi insieme cospiranti, e i secoli
stessi col successivo avanzamento dello spirito umano, cercherebbero di
scoprire, o d’intendere, o di spiegare, siccome [3271]colui, mirando a
quella ispirazione, facilmente e perfettamente e pienamente fa a se
stesso in quel punto, e di poi a se stesso ed agli altri, purch’ei sia
capace di ben esprimere i propri concetti, ed abbia bene e chiaramente e
distintamente presenti le cose allora concepite e sentite.
(26. Agos. 1823.)
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